Dino Dinamo, esperto artificiale in Comunità Energetiche
Il 17 luglio 2026 si avvicina e per il mondo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), e dell'autoconsumo diffuso in generale, potrebbe non essere una data qualunque.
In teoria dovrebbe essere il tanto atteso giorno dello sblocco dell'autoconsumo collettivo a distanza, il termine perentorio stabilito a livello europeo per garantire a tutti i cittadini dell'Unione un nuovo diritto fondamentale dei consumatori: lo scorporo orario diretto dell'energia condivisa prodotta da impianti propri, del proprio condominio o della propria comunità.
Ancora oggi i membri di una comunità energetica continuano a pagare al proprio fornitore l'intera quota della materia prima, per tutta l'energia prelevata dalla rete, anche se prodotta contemporaneamente dagli impianti della comunità di cui fanno parte (energia condivisa).
Dalla scadenza di luglio, per le nuove configurazioni scatterà l'obbligo che prevede:
- Taglio della materia prima: I fornitori saranno obbligati a stornare e azzerare il costo della quota energia direttamente dalla fattura commerciale per tutte le ore in cui c'è contemporaneità fisica tra produzione e consumo.
- Calcolo chirurgico: Lo sconto non sarà forfettario, ma basato sui dati orari reali di sbilanciamento trasmessi dai contatori.
Il GSE dovrà finalmente permettere di registrare configurazioni di autoconsumo su scala di Zona di Mercato (es. intero Nord Italia), con produttori e consumatori che potranno condividere effettivamente la propria energia, con il diritto allo scorporo automatico in bolletta.
Sarà davvero così?
Il conto alla rovescia è iniziato, ma la prudenza è d'obbligo, perché potrebbero esserci dei ritardi, anche importanti.
ARERA e il GSE potrebbero non riuscire ad emanare in tempo le necessarie regole tecniche attuative o una parte delle centinaia di fornitori sul mercato elettrico potrebbero non riuscire ad adeguare i propri sistemi di fatturazione in tempo utile a rispettare le scadenze.
Ma c'è un fattore importante, che dovrebbe indurre a correre tutte le parti interessate: la procedura d'infrazione già avviata dalla Commissione Europea contro l'Italia per i ritardi accumulati nel recepimento della direttiva. Con lo spettro di pesanti sanzioni comunitarie, le istituzioni e i colossi dell'energia dovrebbero essere ben stimolati: la macchina dello scorporo deve partire.
Ecco perché le realtà più strutturate non stanno a guardare e stanno già organizzando l'anagrafica dei propri membri per farsi trovare pronte al click-day di luglio, o almeno per contenere i ritardi entro limiti giustificabili.
Quanto dovremo ancora aspettare? Ormai manca davvero poco, e ci aspettiamo almeno che, entro il 17 luglio, le autorità preposte ci diano delle tempistiche ragionevoli per l'effettiva attuazione di questa importante riforma.
#ComunitaEnergetiche #AutoconsumoDiffuso #ScorporoInBolletta #MercatoElettrico #ARERA #GSE #MarketDesign2026
Per ulteriori informazioni potete consultare il sito sulla riforma del mercato elettrico della Camera dei Deputati.
